23 gennaio 2020

Prendere gli avversari a pesci in piazza (il nemico del mio nemico)

Tutti quanti, durante la nostra carriera scolastica, ci siamo chiesti, presto o tardi, a cosa diavolo servisse la storia. Fra le risposte più gettonate c'era la sempre verde "a non ripetere gli errori del passato".
In cuor nostro, tutti abbiamo pensato che lo scopo fosse quindi quello di insegnare che valicare le Alpi con degli elefanti potrebbe essere un'impresa complicata, ma caricarli sul traghetto di Schettino potrebbe essere un'alternativa peggiore al problema.

Quando si arriva alla storia moderna, che in molti casi è ancora cronaca, i parallelismi diventano molto più semplici da fare.
Uno di questi, riguarda la strategia politica del considerare il nemico del proprio nemico come un alleato.
Nel secondo dopoguerra, gli americani sostennero l'Iraq contro l'Iran, a sua volta sostenuto dai russi, e finanziarono e armarono i Talebani per contrastare le mire dell'URSS sull'Afghanistan. I russi ed il comunismo erano i nemici, chiunque li contrastasse era per loro un prezioso alleato. ...
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4 marzo 2018

Qui abita un antifascista

Di solito non partecipo alle ondate di buonismo collettivo su facebook: niente bandiere francesi, niente Je suis, niente bandiere della pace.
Non credo che queste forme superficiali di astratta solidarietà abbiano alcun valore.
Questa volta, invece, sto partecipando e mi sento anche di dover raccontare perché.



Ieri è successo a Pavia un gesto apparentemente innocuo*, che però mi ha colpito. Dei topi di fogna con l'uso delle mani**, hanno attaccato degli adesivi con al scritta "qui abita un antifascista" sulla porta di vari personaggi più o meno noti della scena politica/sociale antifascista locale.
Non conosco nessuno degli interessati e non personalizzo il gesto, ma credo anzi che l'aspetto più inquietante emerga astraendo il fatto in sé: delle persone sono state bollate pubblicamente per la loro appartenenza politica.

Ci sono varie possibili chiavi di lettura per il gesto: dall'intimidazione verso il singolo alla creazione di un clima diffuso di terrore (sempre le solite strategie), dalla necessità di visibilità mediatica al confronto di forze in campo. Al di là che credo che sia un gesto controproducente per il loro movimento da decerebrati, non credo che sia accettabile bollare le persone con questi metodi che ondeggiano fra lo squadrismo fascista e la minaccia mafiosa (strano, sempre in gruppo gli insetti).

Impossibile non pensare al triangolo rosso per identificare i comunisti durante il nazismo. Certo, è uno scenario lontano, ma un intento sin troppo evidente.

Come chi mi conosce ben sa, io non amo definirmi antifascista***, non perché ciò che sono non sia profondamente antifascista, ma perché non mi piace definirmi "in negativo", come cioè raccontare a cosa sono contro, invece che a cosa sono a favore.
Oltretutto non mi piace mettermi in gruppi che comprendono persone appartenenti a ideologie che disprezzo non meno del fascismo.

Non credo ne "il nemico del mio nemico è mio amico" e credo che chiunque non abbia vissuto gli ultimi 40 anni con fette di prosciutto molto spesse sugli occhi, si sia accorto di numerosi disastri che questa folle lettura del mondo ha portato (armare gli iraqueni contro gli iraniani, i talebani contro i russi, ...).

Oggi vengono per "loro" e non vanno lasciati soli. Del resto vengono sempre prima per noi, perché lo sanno che altrimenti non glielo lasceremmo fare.

"In Germania, vennero prima per i comunisti
e io non dissi niente perché non ero comunista;
poi vennero per i sindacalisti,
e io non dissi niente, perché non ero un sindacalista;
quindi vennero per gli ebrei
e io non dissi niente, perché non ero ebreo;
infine... vennero per me...
e in quel momento nessuno poteva più dire niente."
Friedrich Gustav Emil Martin Niemöller


E non glielo lasceremo fare.


http://www.lastampa.it/2018/03/03/italia/cronache/a-pavia-case-di-antifascisti-marchiate-con-adesivi-ZCTfq7OAjpwjMxddyedjWN/pagina.html

** recentemente la mia bella m'ha fatto leggere questo articolo: https://www.ilpost.it/matteobordone/2018/02/27/meglio-ripetere/
Io non credo che il problema sia nell'uso dei sinonimi in sé, ma nella scelta dei sinonimi giusti da usare. Alcuni esempi corretti di sinonimi usabili per casa pound, forza nuova e altre formazioni neofasciste, aderenti alla realtà dei fatti, ma non per questo rassicuranti o sminuenti sarebbero: 
neofascisti, razzisti, criminali, pezzi di merda, topi di fogna, pantegane della politica, piaga sociale, sonno della ragione, pazzi violenti, intolleranti, figli della merda, incostituzionali, topi bipedi, dimostrazioni del fallimento del darwinismo, terroni che sognano di essere ariani.

*** Nonostante questo, sono antifascista. Indiscutibilmente.
... E sì, sono sostanzialmente anche (e ancora) comunista.

...
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1 settembre 2016

Fertility Day: come lo leggo io

Impazza la bufera sul Fertility Day, tanto che il sito è giù, escluso uno splash screen in homepage.
La campagna aggressiva del ministero della salute ha raccolto una quantità di critiche enorme. Che c'è di nuovo? In Italia quasi qualunque campagna comunicativa delle istituzioni viene lapidata nella pubblica piazza, sia quando è sbagliata che quando è giusta: del resto criticare è facile, visto che fare campagne perfette è impossibile, e c'è chi lo fa di professione riuscendo bene a farsi seguire dalle masse.
Detta così è ovviamente semplicistica.

Cosa dice la campagna del Fertility Day? Sin dal nome traspare che l'obiettivo primo non è la natalità ma la fertilità, anche se la natalità è sicuramente fra gli obiettivi secondari. Le critiche però sembrano aver riletto tutta la campagna come se fosse un invito alla procreazione, una sorta di "figli alla patria", di memoria fascista. ...
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31 agosto 2016

Un pranzo e dei buoni commensali

Sono questi gli ingredienti che mi danno gioia e mi fanno sentire vivo, felice di essere in mezzo alle persone e lontano dalla gente. Raccontare cose senza senso mettendo nella condivisione del punto di vista il significato, scherzare su un mondo buffo come se non ci fosse quello amaro e poi con quel sorriso ancora impressi affrontare il lato brutto delle cose. Passare del tempo consapevolmente, invece che semplicemente invecchiare inconsapevoli, creare ponti e contatti, mescolare storie, attraversare incroci improbabili.
Guardare video stupidi alla televisione o parlare di zingari e razzismo. Scontrarsi per rimbalzare, scontrarsi per incontrarsi.
Selezionare i raccontastorie ma non la sceneggiatura, cambiare registro e mescolare le carte in tavola, Lasciarsi stupire dal diverso senza temerlo, spendere del tempo con grandi e bambini come se, per pochi attimi, fossero tutti membri alla pari della stessa tribù. ...
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30 agosto 2016

CORS, apache e jQuery, ovvero "il triangolo di ajax"

Cosa sono le chiamate CORS? 

Le chiamate CORS (cross-origin HTTP request) sono da sempre una bestia nera di cui il programmatore medio del web sa poco o niente.
Nella sostanza si classificano come chiamate CORS tutte le chiamate a servizi che risiedono su un dominio differente da quello della pagina che origina la chiamata.

Se dalla splendida homepage del mio sito:
http://miosito.mio/index.html
voglio chiamare un servizio sul server del mio amico all'indirizzo:
http://serverdelmioamico.suo/servizio.php

La chiamata tipica ad un servizio tramite ajax con jQuery è:
  $.ajax("http://serverdelmioamico.suo/servizio.php",
    {data:jsondidati,
     success:function(data){ //qualcosa col risultato}
  });

questa chiamata ricade nella categoria CORS. ...
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25 agosto 2016

No One Wished To Settle Here

Oggi mi piace pensare che il qui di cui si parla non sia un luogo fisico, bensì concettuale.
In particolare un "qui" artistico, come metafora di un qui dell'anima, troppo astratto per essere identificato.



Ogni volta che ascolto questo brano, mi si illumina dentro qualcosa, entro in risonanza col lo straziante disagio che esprime questo pezzo e, oggetto di una catarsi inevitabile, mi elevo di un gradino, vedendo come tante cose che normalmente trovo molto belle siano in realtà poca cosa a confronto con certe pietre miliari. Mi ritrovo sulla torre d'avvistamento di un muro di confine.
Fuori l'ignoto, dove vanno gli avanguardisti, gli avventurieri, ma anche alcuni disadattati o reietti a modo loro illuminati.
Dentro i territori conosciuti e colonizzati, ricchi di agi, dove le sfide sono mitigate da un contesto accogliente quanto ovattante. ...
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5 maggio 2016

Riflessioni su ciò che si dovrebbe

La mia bella è solita nelle sue frasi esprimere opinioni sul comportamento degli altri. Credo sia un comportamento normale (al di là del come e quanto esternarle) quello di avere opinioni sugli altri e sulle loro azioni.

Ascoltandola mi sono reso conto di alcune sfumature che mi hanno aiutato a capire degli snodi di ragionamento importanti. Lei usa spesso il "dovrebbe" riferito al comportamento dell'altro, ma in generale quel dovrebbe può avere almeno 2 sfumature distinte: dovrebbe nel senso che mi aspetto che lo faccia o dovrebbe nel senso che ritengo "giusto" che lo faccia.
Lei usa spessissimo la seconda accezione, mentre io sono più portato ad usare la prima, anche se sporadicamente uso anche la seconda. Questa differenza mi porta a riflettere sul rapporto con "l'Altro", con la a maiuscola, ciò che è fuori da me. ...
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19 novembre 2015

Subdoli tranelli linguistici

Dopo i fatti di Parigi tutti: dall'uomo della strada al sociologo professionista al politico al commentatore, tutti stanno esternando. Anche io quella stessa sera mi sono sentito di esternare dei pensieri e delle sensazioni, del resto...
Quello che ne esce è un mare magnum di ragionamenti politici lineari, dietrologie, paure, espressioni di pancia, contorti complottismi e chi più ne ha più ne metta.
Tutti dicono un po' di tutto e le voci si perdono nel caos, ed è proprio da questo caos che emergono delle tendenze, delle parole, dei concetti che fanno da aggregatori.

Ad attirare in particolare la mia attenzione è il concetto di estremismo, stigmatizzato come "il problema", o addirittura "il nemico".
"il problema non sono i musulmani, ma gli estremisti ...
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17 novembre 2015

The Lobster

SPOILER ALERT!! SPOILER ALERT!!!

per chi non sa l'inglese: VI ROVINO IL FILM!!



Non cliccate sul leggi altro se non volete anticipazioni e saltate alla recensione qui, se non sapete di cosa parlo. veramente, fidatevi...

E poi a scrivere la recensione è la McGranitt, che a scrivere spacca!!!



Se siete qui avete superato l'alert sopra, quindi iniziamo: ho visto The Lobster, per chi non sa cosa sia, il riassunto #inpocheparole è nel link sopra, cioè, lo ribadisco, qui: http://inpocheparole.com/the-lobster/.

Se non l'avete visto NON LEGGETE e fatevi un favore gigantesco: leggete la recensione e se vi interessa ANDATE A VEDERLO prima. Poi tornate pure qui e leggete il seguito :)



Il film parte in modo geniale. Ricorda uno degli universi allucinati di ...
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14 novembre 2015

Riflessioni sui fatti di Parigi (anche se non sembra)

Non so bene neppure come commentare. Il mio cinismo e la mia esasperata razionalità mi allontanano dal riflettere sui numeri come discrimine. Cercare il bene e il male fuori da sé, o il giusto e lo sbagliato, l'ho sempre visto come uno specchio del non riuscire a definire da soli la propria via e, ancor peggio, del non assumersi la responsabilità profonda e completa del proprio operato (chi mi conosce profondamente da molto sa che è un elemento fondante della mia visione del mondo in generale e della religione in particolare).
Oggi a un cliente ho detto scherzosamente che sarei stato "quello antipatico". Riflettendo sul significato profondo di questa mia affermazione mi sono reso conto che lo sono perché sono quello che strappa via la poesia dalle situazioni e impone (in primis a me stesso) di affrontarle nude e crude, finendo per trovarcisi nudi a propria volta. ...
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