8 dicembre 2013

Mandela e la mia ignoranza

No, tranquilli, non è che penso che "I have a dream" sia una sua frase simbolo. La mia ignoranza è diversa dalla sua.
Però la celebrazione per la morte di Mandela, mi fa riflettere sul fatto che anche la mia ignoranza è alquanto profonda, sebbene non abissale.
Cosa so io veramente di Mandela?
Sostanzialmente nulla che non siano idee confuse e fatti vaghi.
Ricordo che fu un attivista anti-apartheid, che subì una lunga incarcerazione per reati correlati alla sua attività politica. Che è diventato un simbolo di questa lotta, che una volta uscito di prigione andò al potere mettendo fine al dramma della segregazione razziale coatta in sud africa. Più interessante ancora ricordo che ha combattuto anche contro il razzismo di ritorno che si verifica spesso quando l'oppresso esce da questa situazione e sogna di poter diventare oppressore a sua volta, non per razzismo, ma per senso di rivalsa. ...
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3 dicembre 2013

ProFTPd

Dopo secoli torno a parlare di tecnologia e lo faccio nel modo più classico del mondo: sono inciampato in un argomento apparentemente banale, in realtà spinoso. Uscitone vittorioso, ne condivido il percorso, per la gioia di grandi e piccini.

Task: installare un server FTP su una macchina linux e configurarlo per degli accessi da utenti specifici.
Livello di banalità apparente: 10/10
Sbatti reale: 1000

La prima cosa è scegliere quale server installare. La macchina ha su Debian e la scelta si gioca principalmente fra ProFTPd, PureFTPd e vsftpd. Qui un breve confronto fra i tre concorrenti.
Per ragioni che non sto a sviscerare scelgo ProFTPd.

NOTA BENE: questa non è una guida alla configurazione sicura e ottimizzata del serer proFTPd e non intende esserlo, ma è solo una guida veloce a come risolvere dei problemi comuni senza perdere ore su internet e vagare per mille pagine di manuale, dando invece una visione organica e funzionale in pochi minuti. ...
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22 novembre 2013

Favole: Il coccodrillo, il leone e l'aquila

Un leone e un coccodrillo stavano parlando vicini alla riva di un fiume. Stavano cercando di decidere chi fosse il più temibile dei due.
Il leone si vantava per la sua forza, la sua velocità ed i suoi riflessi fulminei. I suoi artigli e le sue zanne erano armi micidiali da cui nessuna zebra avrebbe potuto mai difendersi e le sue zampe possenti lo rendevano più veloce di qualunque bufalo in fuga!
Non senza vanità elogiava anche la bellezza della sua folta criniera che incorniciava il suo muso regale e incuteva rispetto in tutti gli altri animali.

Il coccodrillo lo assecondava, ma ribatteva anche facendo notare la moltitudine di denti acuminati nella sua bocca e la sua agilità nel muoversi in acqua e la forza dei suoi muscoli. La sua capacità di tendere agguati sulle rive del fiume era impareggiabile, a suo dire, e il leone non poteva certo dargli torto. ...
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Favole: Il nano e la talpa

C'era una volta un nano che scavava, scavava e scavava in cerca d'oro e pietre preziose. Andava giù, sempre più giù e costruiva enormi gallerie nel terreno, usando il suo fedele piccone e gli altri attrezzi che si era procurato negli anni.
Aveva già trovato alcune pietre preziose, ma non voleva accontentarsi e tornava nelle sue miniere e scavava, scavava, scavava.
Per rendere più facili le operazioni spesso costruiva dei condotti che portavano in superficie e finì per bucherellare tutta la prateria sopra alle sue miniere. Sembrava il lavoro di una talpa gigante e chi avesse visto quei buchi si sarebbe spaventato a immaginare il mostro che poteva averli scavati, se non avesse saputo che erano opera del nano. Tutti infatti lo conoscevano nella valle e nessuno si preoccupava più dei suoi buchi. ...
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21 novembre 2013

Favole: Il mulo e la formica

C'era una volta un mulo, che si vantava con tutti di essere il più bravo a trasportare qualsiasi cosa. Nessuno, diceva, poteva eguagliarlo, in quanto a forza e nessuno era più bravo di lui a trasportare oggetti: bastava caricargli sulla schiena il carico, anche il più difficile, e dirgli dove portarlo e lui era sempre in grado di farlo. Era più forte e più bravo lui da solo di una intera compagnia di trasportatori!
Un giorno, per vantarsi nella piazza del paese, volle dare una dimostrazione della sua bravura.

Caricatemi sulla schiena quelle bisacce di rete, piene di quei mattoni e io le porterò dall'altra parte della piazza.

Degli uomini le riempirono e le caricarono sulla schiena del mulo. Fecero fatica ad alzarle, da quanto erano pesanti, ma il mulo, come se nulla fosse, attraversò la piazza con il suo carico. ...
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19 ottobre 2013

Bestialità

C'è chi corre veloce come un cavallo, bisognoso di spazi aperti, e chi invece corre solo per scappare dai pericoli, come i conigli, altri invece sono lenti come lumache e si spostano lentamente, giusto senza lasciare la scia.

C'è chi con la mente vola in alto come un falco e chi striscia nel fango come un verme.
C'è chi parla come un serpente, con la lingua biforcuta e chi invece è muto come un pesce.

C'è chi tromba come un riccio, con il rischio di pungersi e chi invece è destinato a non farlo mai, come le stelle marine.

Chi non pensa mai a quello che fa e quando lo fa non ci arriva è un asino, se invece ci arriva così bene da avvantaggiarsene è una volpe.
Chi ci dorme su, senza preoccuparsene, è un ghiro, e chi scorbuticamente si fa i fatti suoi sembra un orso, protetto dal manto e dai lunghi artigli. ...
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18 ottobre 2013

Cazzeggio politico

Un'amica mi ha passato il link a Political Compass.
Nulla di nuovo, per intenderci...la solita sfilza di domande di carattere generale che vanno da "è giusto ammazzare i negri perché la notte al buio non si vedono, quindi sono pericolosi per il traffico" a "se tua figlia di 16 anni si compra la casa scopandosi un politico 70enne ti ha fatto risparmiare un sacco di soldi e quindi ha fatto bene". Sì, c'è anche la sezione sul sesso, ma no, non si cita mai Berlusconi.

Per ciascuna affermazione bisogna dire quanto si è d'accordo e alla fine viene fuori un posizionamento su un grafico che dice quanto sei di sinistra o di destra, economicamente e politicamente (collettivista/neo liberista e autoritario/anarchico, per usare i loro termini).
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10 ottobre 2013

Una passeggiata d'amore

Camminiamo spediti, lei è al mio fianco.
Un passo dopo l'altro. Teste alte. Il paesaggio è emozionante, il percorso gradevole.
Andiamo di qua. La seguo.
Guarda! Andiamo di là. Mi segue.
Percorsi, svolte, salite.
Una salita impervia. Ci aiutiamo vicendevolmente.
Lo spazio è ampio, ma lo viviamo come un dedalo: una curva, poi dritto, poi altre curve. Camminiamo.
Scorgo un bello spiazzo. Andiamoci. Dritti insieme, di corsa, ridendo.
Sono stanca. Rallentiamo.
Raggiungiamo lo spiazzo, ci fermiamo un attimo, contempliamo il panorama per qualche minuto e poi via: di nuovo avanti.
Il percorso continua, lo affrontiamo con energia.
Ancora avanti.
Sono stanca.
Dai, ancora uno sforzo.
Inizia a fare freddo e mi tiro in testa il cappuccio della felpa. Non la vedo, ma è al mio fianco. ...
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9 ottobre 2013

Di razzismo e del superamento di sé

Secondo me dovrebbero mettere una rete a metà del mondo.

Perchè? Chiedo con una mezza risata, aspettandomi una battuta bizzarra.

Per dividerlo. Così chi è di là non può venire in Italia.

Shock.
A parlare è la mia piccola principessa, Sofia, 5 anni e mezzo...quasi 6. Prima elementare.
Mettiamo in ordine le idee: mondo, Italia, rete, venire qui...troppo difficile per lei.

Tesoro, dove hai sentito questa idea?
Da nessuna parte l'ho pensata io.
:(
Oh Cazzo, penso.

Ma con chi ne hai parlato prima di me?
Con nessuno, papo.
Cazzo di nuovo.
Penso.

Ok....proviamo a circoscrivere: Perché lo pensi?
Perché in classe mia c'è una bambina che non è dell'Italia. Parla poco l'italiano e la mastra le ripete le cose un miliardo di volte, ma lei non capisce. ...
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8 ottobre 2013

Rush

Sono andato a vedere Rush, per chi non lo sapesse è un film di Ron Howard che parla della vita di Niki Lauda e della sua rivalità con James Hunt, concentrandosi sul periodo '70-'76.
Io nel '76 sono nato, quindi per me è tutto solo ricordo dalle parole di mio padre, e anche vago.
La premessa essenziale è che a me di auto e motori, non è MAI interessato nulla. Sì, ricordo che da bambino mio padre voleva che guardassi la partenza del gran premio, ma...già da ragazzo lo trovavo un inutile spreco si tempo.
Perché andare a vedere Rush, allora?
Boh, ho seguito i giudizi di pubblico e critica che, in modo abbastanza uniforme ne hanno parlato molto bene.

Stupore. Il film è una figata. La fotografia è bellissima, il montaggio esaltante all'inverosimile, l'alternarsi delle sequenze e il senso del tempo che scorre è coinvolgente come da tanto tempo non mi capitava di vedere al cinema. ...
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7 ottobre 2013

Specchi

Se vado sott'acqua non respiro e dopo un po' muoio.
Se lo fai tu...anche (ammesso che tu non sia il primo pesce che legge il mio blog).
Questo lo so: so che questa mia caratteristica è condivisa dalle altre persone.

Se mi prendi a pugni mi fai male.
Se ti prendono a pugni, ti faccio male. Spesso. Ci sono dei masochisti che apprezzano il dolore.
Questo lo so: so che questa mia caratteristica (il provare dolore per delle percosse) è comune fra le persone. Abbastanza comune da poterla dare per scontata, non senza qualche probabilità d'errore.

Spostandomi dal mondo "fisico" a quello interiore so che esiste la paura del diverso e che, in misura differente, ne siamo tutti soggetti. Dove tutti è ovviamente una generalizzazione.
Esiste la paura della solitudine. Esiste la paura della privazione. Esiste la ricerca della felicità. ...
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3 ottobre 2013

IVA, tasse e altre quisquilie

Va bene è aumentata l'IVA, l'impatto è evidente: tutto costa di più.
Premetto che non ho nessuna competenza specifica in materia economica, quindi faccio i ragionamenti da persona di strada istruita che lasciano il tempo che trovano, pieni come sono di facilonerie e strafalcioni teorici.

L'IVA è una imposta che pesa sul consumo in modo non progressivo. Questo la rende una tassa profondamente differente dall'IRPEF che ha una sua progressività.
Più consumi più paghi le tasse (l'IRPEF appunto, ma anche l'INPS). Se guadagni il doppio probabilmente paghi più del doppio di tasse, grazie a questa progressività.
L'IVA no: se consumi il doppio ne paghi il doppio. Questo sia che il consumo sia necessario (vestirsi), sia che sia un di più (comprarsi la nuova playstation) ...
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2 ottobre 2013

Elogio della sconfitta

Non si può mica sempre vincere, è fisiologico. Vincere sempre diventerebbe uno standard, per cui sarebbe indispensabile stravincere per sentirsi vincitori. Che vita sarebbe?!?
A volte si perde.
Però si può perdere in molti modi, mica sono tutti uguali. Una disfatta è una catastrofe, una sconfitta fa parte della vita. Anzi, è un momento di crescita. 
Sì perchè accettare una sconfitta significa prendere coscienza dei propri limiti, imparare ad accettare le avversità della vita. Accettarela significa capirla e, siccome in ogni sconfitta è contenuto implicitamente un nostro errore, significa capire cosa abbiamo sbagliato.
Se sono stato sconfitto, quasi sempre significa che qualcosa avrei potuto farlo meglio. Non è sempre così, però quasi.  ...
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14 agosto 2013

Più pesante dell'acqua

Settimana scorsa ho scoperto di essere più pesante dell'acqua della piscina.
Non è una scoperta di per sè sconvolgente, ma mi ha colpito, perchè non credevo che fosse così.
Mi basta buttare fuori un po' più di metà dell'aria che ho nei polmoni ed affondo. Se non nuoto, se non spingo dal fondo, non riemergo.
Ho fatto provare la stessa cosa ad altri che erano lì con me, con risultati alterni: c'è chi affonda e chi comunque sta su.
Ho capito, comunque, che sono tanti quelli come me, che affondano nell'acqua dolce.

Ho provato domenica al mare e ho scoperto che l'acqua di mare mi sostiene anche a polmoni vuoti, per quanti di veramente un pelo.
Lì non affondo.

Mi sono guardato attorno, mi sono guardato alle spalle. Ho guardato davanti. ...
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19 giugno 2013

Chi sono?

Lui poteva rispondere Bond, James Bond e con questo identificarsi come individuo in molte delle sue caratteristiche.
A Mr. Wolf andava un pelo peggio, doveva aggiungere "risolvo problemi", per far capire chi fosse: la sua caratteristica dominante, sufficiente a descriverlo nella sua interezza.
Per gli altri è più difficile.

Sono i miei pensieri o sono le mie azioni? O sono ciò che mangio?! No, dai, almeno le provocazioni vegetariane le posso escludere, per oggi.
Se ho fatto/pensato qualcosa lo sono per sempre?
Se sono in gradi di fare una cosa, ma non la faccio? Come la valuto?

L'intenzione non è peccato, è, al più, tentazione. Le tentazioni, le pulsioni, gli istinti personali mi definiscono solo se sono io ad osservarmi; sono trasparenti agli altri, sin quando non le manifesto con parole o azioni. ...
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15 giugno 2013

Moti rivoluzionari

Il cielo stellato dà sicurezza a chi lo conosce. Le stelle sono lì, immobili, a fornire le coordinate ed  il verso del mondo.
Le rivoluzioni sono fondamentali nella vita: è indispensabile a volte prendere tutto e rivoltarlo come un calzino, cambiare i riferimenti, vedere cieli stellati differenti. Lo è, almeno, per me e per chi come me non accetta di scivolare dalla punta dei peli del coniglio...lo sono per altri, inconsapevoli vittime di un inarrestabile moto.
Il problema, con le rivoluzioni è che presto o tardi ti riportano al punto di partenza, a quel cielo stellato che conoscevi perfettamente, quello stesso che volevi modificare.

La rivoluzione non è un modo per avanzare, pur nell'illusione di farlo. Può essere un valido per mettersi in movimento, certo, ma poi un moto ellittico ci riporta al punto di partenza. ...
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12 giugno 2013

Lo slogan è (un po') fascista di natura?

Silvestri era più convinto nel cantarlo. Io un po' meno. Lui ne ha fatto uno slogan, dandosi (apparentemente) del fascista da solo.
Io ne faccio un dubbio, facendo di me...il solito uomo con molte domande e poche risposte, ma per fortuna alcune linee guida solide e profondamente ancorate.

Sabato sono andato a un concerto in favore del movimento di evoluzione/rivoluzione sociale equadoregno. Suonavano i The Gang, gli Assalti Frontali e la Banda Bassotti.
Il primo gruppo non l'ho mai degnato di grande attenzione neppure negli anni 90, quando ero più vicino a certe "manifestazioni" musical/politiche e loro avevano una risonanza ben maggiore, e ne ricordo una sola canzone.
Gli Assalti Frontali hanno contribuito con quel gran capolavoro che è ...
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And the winner is....

Sì sì, ha vinto il PD. A questo giro bisogna essere veramente in mala fede per negarlo.
Non una vittoria fulgida, forse, nel senso che i demeriti degli altri hanno pesato in modo significativo.
Non una vittoria scontata, dopo il risentimento di parte dell'elettorato per le vicende di governo.
Non una vittoria insignificante, perchè se è vero che la nazione si guida dall'alto, è vero anche che la si costruisce principalmente dal basso, dal territorio, dall'amministrazione del bene pubblico nel particolare.

Ma chi ha perso?
Un po' tutti, pare. I 5 stelle fuori dai ballottaggi importanti e al lumicino in molti posti, il PDL in caduta libera, la politica in genere, a giudicare dalle affluenze.

Un pensiero, un dubbio, un'ipotesi, mi coglie al volo sentendo le analisi sui voti. ...
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2 giugno 2013

Persone speciali

Nella vita capita di incontrare un sacco di gente. Alcune persone interessanti, altre noiose, altre entrambe. Alcune sono frivole, altre profonde, altre fumose...
Le categorie sotto cui farle cadere sono tante e quelle più importanti sono tutte soggettive.

Sensibilità, intelligenza, stabilità, energia. Doti che ciascuno ha in misura differente e che a contatto con me posso generare armonie o dissonanze*. Le dissonanze si scartano, se non a volte; le armonie costituiscono la colonna sonora della vita che vorrei avere.

Io do molta importanza al dialogo: mi piace parlare con le persone (quasi quanto non mi piace parlare con la gente), esplorare nuovi territori intellettuali tramite il confronto verbale. Eppure le persone che fanno discorsi molto intelligenti, pur piacendomi moltissimo, non sono quelle che riescono ad essere veramente speciali per me: sono "solo" particolarmente intelligenti. ...
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31 maggio 2013

D'orologi e d'amori

Quando le cose si rompono, si possono mettere a posto, si possono aggiustare. A volte l'ingranaggio rotto di un orologio può essere riaccomodato e le lancette di conseguenza, ricominciano a girare.
Qualcuno crede che questo sia vero anche per i meccanismi fra le persone, quelli che le fanno girare armoniosamente insieme, a tempi diversi, ma nello stesso quadrante.

Questa visione del mondo è tanto poetica e rassicurante quanto puerile.
Non voglio dire che nulla, quando si rompe, sia mai aggiustabile, ovviamente.
Nè nel mondo fisico (dove è evidente), nè in quello interiore, più spirituale. Solo che a volte l'ingranaggio rotto si può aggiustare, le lancette ricominciano a girare, magari armoniosamente...eppure l'orologio si era fermato e dopo, quando sarà ripartito, segnerà per sempre l'ora sbagliata. ...
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29 maggio 2013

Comunicare

Alcuni mesi fa ho portato a casa delle "scaloppe vegane", se ricordo correttamente il nome.
Parlare di "scaloppe" richiama alla mia mente il concetto di fettine di vitello, tipicamente infarinate e cotte in padella, come a me così anche ad altri, suppongo.
Vegano implica l'assenza di carne, ovviamente. Si trattava di seitan, se ricordo correttamente, ovviamente non solo...c'erano altri ingredienti..

Ora io trovo questa comunicazione, "scaloppe vegane", per del seitan lavorato con la forma della scaloppina, forse corretta, sicuramente forviante.
Da un punto di vista dell'esperienza poi, non c'è nulla da fare: il nome e la forma ricordano la scaloppa, la bocca si prepara per quello...che però non corrisponde affatto a quello che ottiene, nè in termini di consistenza, nè in termini di sapore. ...
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27 maggio 2013

Hushpuppy ed il cambiamento.


"l'universo è fatto di tante piccole e fragili parti in equilibrio fra di loro", o qualcosa di simile, recita Hushpuppy, bambina protagonista di 'Re della terra selvaggia' (traduzione discutibile di Beasts of the Southern Wild). E poi ancora "basta che una di queste parti si danneggi per far crollare tutto l'universo".

Visione affascinante, forse, del mondo. Oltretutto, per quanto riferita principalmente al mondo esteriore, è estensibile a piacimento verso il mondo interiore, a cui del resto accenna.
Per certi versi è rassicurante, perché ammette un equilibrio "sostenibile" e pone l'accento sull'averne cura. Per altri versi è allarmante, perché la fragilità comporta una continua attenzione.

Io sinceramente vedo il mondo da tutta un'altra prospettiva, quindi dissento profondamente da questa visione del mondo e non mi ci è voluto neppure tanto per razionalizzare da dove mi uscisse questo senso di fastidio e di distacco. ...
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28 marzo 2013

Punti di luce

Qualche settimana fa ero in pista con le mie pupe e il cielo è volto a quel bianco uniforme che significa una cosa sola: neve imminente.
Sembra di essere completamente immersi nel latte, con cielo e suolo dello stesso colore uniforme.

Mi sono fermato a riflettere sulla stranezza di questa percezione. Tutto era illuminato. Tutto rifletteva luce.
C'era luce ovunque, ma non era il senso di ben illuminato. Mancavano i punti di luce, o meglio erano infiniti, quindi non individuabili. Ogni millimetro di neve o di cielo era un punto di luce.
Risultato: nessuna ombra.
Senza ombre è praticamente impossibile stabilire la struttura spaziale di un luogo. Sembra una cazzata, ma...è così.

Chissenefrega, ovviamente.
Ma è da qui che la mia mente si è mossa per il suo pippeggio quotidiano.
Mentre ero immerso in questa situazione allucinante, mi è venuto da pensare a come sia totalmente generale e si possa astrarre.

Senza dei punti di luce risulta quasi impossibile distinguere le superfici (sì per i pignoli, fra cui io, stiamo assumendo che il mondo sia  monocromatico...e che palle, un po' di fantasia, no?!?) e si è totalmente persi.
Nella neve come nella vita.
Credo che questo sia vero sia per chi cammina sulla "retta via", sia per chi cammina nel "left hand path". Indipendentemente dal proprio percorso, sono le differenze nei toni a darci il senso dello spazio attorno e a guidarci, nel senso che grazie alle differenze percettibili abbiamo la possibilità di scegliere dove vorremmo andare.

Non serve che tutto sia illuminato per capire dove andare. Nella notte può bastare un faro, anche quando c'è tempesta.
Anche i "figli della luce" hanno bisogno dell'ombra per orientarsi: nella sola luce non possono altro che galleggiare.

Che per definire un ambiente serva sempre un punto di vista è insito nel mio vedere il mondo e lo do per scontato. Non avevo mai riflettuto di quanto fosse importante invece un punto di luce: da dove si illumina la scena. Ce ne possono essere molteplici, ovviamente, ma sempre individuabili.
Ho quindi riflettuto sull'importanza di trovare dei punti di luce: non basta una luce diffusa, anzi è deleteria.

Metaforicamente parlando, persone importanti (in senso soggettivo, non i VIP, che quelli non contano nulla) e ideali (così come anche la fede, per chi ha la sventura di averla) sono punti di luce che illuminano il percorso e definiscono lo spazio. Ciascuno ha i suoi, chi più, chi meno.
La loro assenza genera un buio totale, in cui ci si può muovere solo a tentoni. L'eccesso di punti di luce però genera un mondo senza ombre, dove tutto è quasi altrettanto indefinito.

Per inciso mi viene in mentre che pensare di non essere nè di destra nè di sinistra è assurdo come essere sia di destra che di sinistra (che ovviamente sono entramabi diversi dal dire che si è di destra su certi argomenti e di sinistra su altri). Cioè è assurdo definirsi, come "spazio" intellettuale, in assenza di luce o con luce da tutte le parti.

L'importanza di questi punti di luce si percepisce forte quando se ne spengono alcuni o anche solo uno. La scena, la stessa scena che prima era illuminata da più punti di luce, dopo ne ha uno in meno e cambia, anche radicalmente: superfici illuminate diventano in ombra, angoli prima ben visibili possono diventare nascosti dal buio, interi oggetti dell'ambiente possono sparire nelle tenebre.

Quando una idea (o ideologia) si avviluppa su se stessa e muore, quando la fede si spegne, quando una persona fondamentale viene a mancare o si allontana da noi, succede questo. Un pezzo della nostra scena scompare inghiottito dal buio.
Quando troviamo l'illuminazione (eheh, sì, si dice così non a caso) di una idea brillante (e rieccoci!!), si ha la visita della fede o si trova una persona eccezionale che arriva nella nostra vita, la scena non cambia meno: compaiono oggetti, angoli e forme prima invisibili.

Oh, intendiamoci, alcune persone illuminano lati della nostra scena che non vorremmo vedere, perchè sono brutti, perchè li usiamo per buttare la spazzatura della nostra anima. A volte scegliamo di allontanarci da persone speciali per attenutare la loro luce sulla nostra vita...
Mi limito alle persone, per semplicità di narrazione, il discorso regge e chi vuole fare parallelismi ha già il sentiero tracciato.. 

Ma quando ce ne sono troppe, di persone speciali, nessuna è più speciale. Non solo perchè in un mondo di mostri nessuno è più un mostro, ma anche perchè perdiamo di vista cosa loro illuminino nella scena della nostra vita e la scena stessa diventa tutta bianca senza sfumature. La vediamo benissimo, o almeno così ci pare, ma non riusciamo più a vedere le ombre, e lo spazio si deforma, e le sagome scompaiono. Spegnendo una luce in una miriade la differenza è impercettibile...
L'effetto finale non è dissimile dal chiudersi in un mondo con solo se stessi, senza neppure una piccola lucina (e se poi noi fossimo la nostra luce e ci fosse coincidenza perfetta fra punto di luce e punto di vista? uhm...affascinante, la metafora mi ha riportato nel mondo reale per un attimo e poi mi ha scaraventato in un'altra situazione su cui dovrei riflettere...ma non lo farò, o almeno non hic et nunc).

Sulle piste da sci, i punti di luce non li possiamo scegliere. Nella vita, parzialmente, sì.
Sceglierli e selezionarli.
La selezione è un processo emozionante, a mio avviso, e spesso sottovalutato. ...
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